Così la teleassistenza può contribuire oggi ad alleggerire i carichi del sistema sanitario

By 25 Gennaio 2023Senza categoria

L’innovazione al servizio della salute e di una rete pubblica che talvolta è in sofferenza per carenza di personale sul campo. Parla Michela Flaborea, presidente di Televita.

Il Piccolo – TRIESTE – Mercoledì 25 Gennaio 2023 -l’intervista MARTINA SELENI

La carenza di medici di medicina generale sul territorio è un problema che si sta “cronicizzando”. Ma non mancano solo i dottori: a mancare, in ospedale, sono anche infermieri, Oss, Asa. Un problema strutturale, che vede il sistema pubblico sempre più in difficoltà nel far fronte alle esigenze di salute della popolazione. Una cartina di tornasole sono anche i picchi di pazienti in attesa di una visita al Pronto soccorso, e l’esasperazione di chi ci lavora. Un aiuto può venire dalla tecnologia e, nello specifico, dal ricorso alla teleassistenza, che può contribuire ad alleggerire tali picchi e più in generale il sovraccarico del sistema sanitario. Lo sostiene Michela Flaborea, presidente di Televita Spa, la storica azienda locale che da 30 anni progetta e gestisce servizi telematici nel settore sociosanitario. Quale può e deve essere il ruolo della teleassistenza? «Per risolvere problemi di così larga portata, servono nuovi modelli e soluzioni: la teleassistenza è una di queste. Il suo ruolo è assicurare ai pazienti fragili un’assistenza leggera, da remoto, e può raggiungere molte persone a costi contenuti». In che modo? «La Regione Fvg in questo senso è stata lungimirante e all’avanguardia: già nel ’96 ha normato la teleassistenza domiciliare, creando un servizio innovativo ed efficace. La base è il telesoccorso, che integra una serie di prestazioni aggiuntive tra cui il pronto intervento a domicilio con custodia chiavi. Ci sono molte persone sole, senza una rete familiare: il pronto intervento prevede che, in caso di reale emergenza, un operatore si rechi casa dell’utente e verifichi l’accaduto facilitando eventuali soccorsi». Di quali numeri parliamo?«Attualmente gestiamo circa settemila persone in tutta la Regione, e ci sono altre 700 in lista d’attesa. Gli utenti ci vengono segnalati dai distretti sanitari, quindi stiamo parlando di un servizio pubblico e gratuito. Nell’ultimo anno abbiamo ricevuto 7.500 richieste di aiuto, 4.450 delle quali corrispondevano a reali emergenze, di cui 2.800 di carattere sanitario. Oltre l’81% degli allarmi sanitari sono stati risolti da Televita senza coinvolgere i servizi istituzionali, Vigili del fuoco, 118 e Pronto soccorso». Il Pnrr indica tra gli obiettivo la telesalute: di cosa si tratta? «Alla base della telesalute c’è la telemedicina, che rappresenta il futuro anche se, ad oggi, il servizio non è ancora integrato nell’offerta sanitaria. Per fare telesalute, Televita ha creato il Centro servizi: una struttura multifunzione che prende in carico le persone fragili e aiuta concretamente gli operatori sociosanitari nel lavoro quotidiano. Facciamo informazione, orientamento, help desk, segreteria e centro di ascolto. Per queste attività, Televita si avvale di figure qualificate, che operano in equipe multidisciplinari, con formazioni specializzate. Ad esempio, quella sul modello del priority dispatch, un protocollo di triage telefonico che consente un’accuratezza nell’identificazione del bisogno del paziente pari al 96%». E la medicina predittiva? «Aiuta il sistema salute ad anticipare i fenomeni. Per questo Televita sta collaborando con Aindo, start up triestina d’eccellenza che opera nel mondo dell’intelligenza artificiale, per la creazione di dati che simulino i comportamenti dell’utenza assistita, per prevenire emergenze future». Cosa serve al sistema salute per affrontare il futuro? «Secondo me, la creazione di figure professionali complementari a quelle sanitarie che agiscano su due fronti: la comunicazione con il paziente, perché i professionisti sociosanitari hanno un tempo limitato, e la mediazione nell’uso delle tecnologie. In questo nuovo scenario, la tecnologia sarà sempre più decisiva ma rimarrà sempre un mezzo, mai un fine: l’aiuto continuerà a passare attraverso persone che aiutano altre persone, come fanno gli operatori Televita»